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…vado a correggere la fortuna…. by Pietro Sergi

Prima uscita pubblica

Eccomi appena rientrato da Villadossola, per la mia prima serata di presentazione del libro alla festa nazionale della montagna. Stanco ma assolutamente felice per la bella esperienza fatta. Ho conosciuto anche due o tre ‘polentoni’, in mezzo ad una Calabria -piena di siculi- sperduta tra quelle montagne dove il treno salendo portava via il respiro, costeggiando il lago Maggiore, che, visti i tanti calabresi e siciliani presenti, poteva benissimo essere scambiato per lo stretto di Messina! Ho visto, da lontano, la cava del marmo con cui è stato costruito il Duomo di Milano, la ‘Linea Cadorna’ e tantissime casette in pietra con le coperture anch’esse in pietra, caratteristiche e bellissime. In una serata fresca di metà agosto siamo riusciti a trovare molte sinergie tra le due montagne, mischiando emozioni e conoscenze, storie di Partigiani e pastori. Ho conosciuto una guida alpina, che è intervenuta alla presentazione del secondo libro, attraverso il quale è avvenuto il gemellaggio simbolico tra l’Aspromonte e le Alpi. Quel libro parla di un sentiero teatro di battaglie Partigiane; storie che si sono mischiate alle mie storie creando quell’emozione che trasforma qualsiasi racconto in poesia. C’era anche uno scrittore del luogo, che continuava a crearmi imbarazzo chiamandomi ‘collega’ e sfogliando il mio libro oppure richiamandosi a qualche passaggio del mio discorso, visto che ho finito per parlare per primo. Era bello vedere tanta gente fermarsi ad ascoltarmi, coppie con le carrozzine, persone di ogni età che si fermavano anche solo per qualche minuto e poi andavano avanti e ne arrivavano altri. Un po’ di emozione, ma poi è filato tutto liscio, salvo qualche impappinamento inaspettato. Un gemellaggio tra i due estremi d’Italia del quale mi sento orgoglioso di essere stato l’artefice attraverso il mio racconto, uno dei tanti, su quella mitica montagna, l’Aspromonte, tanto bella quanto temuta, denigrata, ammirata da lontano, attraverso foto mozzafiato. Come una bellissima donna, di una bellezza selvaggia sul cui conto si spettegola, purtroppo non a caso o con pregiudizio, almeno non sempre, perché non mancano certo i motivi per giudicarla, ma che spesso si è attirata addosso quei giudizi per la sua bellezza inavvicinabile, per il suo cuore impenetrabile nel quale inghiotte chi osa avventurarsi nella sua conquista, nella sua opera di umanizzazione coatta. Eppure basta soltanto saperla prendere, individuandone prima i punti deboli che non le mancano. Non bisogna desiderarla, ma bisogna seguirla con dolcezza, quella montagna. I tanti calabresi presenti mi hanno trattato come fossi una personalità , mentre ero solo uno scrittore esordiente che aveva compiuto l’impresa di veder pubblicare le sue emozioni, i suoi ricordi d’infanzia, le sue nostalgie, la paure e le speranze. In quelle poche pagine e in quei disegni a matita sono convinto che molti di loro, di quei calabresi che ho incontrato alla festa, si saranno ritrovati, avranno fatto un tuffo nel loro passato. Devo fare i complimenti, assolutamente non di circostanza, ai cuochi, sia per quello che abbiamo mangiato, con abbondanza, a pranzo che per gli ’strascinati’ degustati a cena. Devo anche dire che ho notato un ritmo di vita non frenetico, con cadenze assolutamente ‘umane’. Ho conosciuto, tra gli altri, il fratello di una delle candidate al Premio Nobel per la pace, col quale ho chiacchierato piacevolmente a lungo. Per finire, ringrazio pubblicamente il mio amico Giorgio che ha voluto questa serata e che mi ha tenuto compagnia per tutto il tempo. Esperienza assolutamente da ripetere; spero di ricambiare quelle emozioni in uno scenario lontano ma per tanti versi molto più simile e vicino di quello che i km effettivi che separano le due montagne possono far pensare: l’Aspromonte… Solo così il gemellaggio sarà completo.

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Messaggio d’incoraggiamento

Questo messaggio vorrei che fosse un incoraggiamento per tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto (potrei dire ‘un racconto nel cassetto’…) e non hanno il coraggio di cimentarsi, di misurarsi in questa sfida.
Credetemi, vale la pena viverla ma anche solo provarci.
Vi racconto, dunque, la storia del mio esordio letterario. Se volete scrivermi per commentare o per informazioni, fatelo; sarò lieto di rispondervi appena potrò.

La mia è un’esperienza un po’ sui generis, credo.
Fino allo scorso anno non avevo scritto nulla, all’infuori di qualche messaggio sui forum on line.
Sentivo di avere dentro qualcosa da raccontare ma mancava, come dire, il coraggio per cimentarsi.
Il coraggio arrivò, però, e proprio grazie ad uno dei forum politici a cui partecipavo, nel quale fu organizzato un piccolissimo concorso letterario tra gli utenti.
Fu più facile trovare la giuria per quel concorso che non i concorrenti: quando si tratta di mettersi in gioco vengono fuori il timore, il pudore, il senso del limite. Ma alla fine parteciparono in tanti.
Anch’io, come gli altri, ero molto indeciso, combattuto tra il desiderio di esprimermi e la paura di cimentarmi ma poi, spinto da un’amica che frequentava anch’ella quel forum, mi decisi e scrissi un racconto, quello che poi sarebbe diventato il primo capitolo del mio primo libro.
Ebbene, quel piccolo concorso lo vinsi proprio io…e da quella vittoria attinsi la forza per mettermi a scrivere le cose che avevo dentro: emozioni, ricordi e aneddoti a volte curiosi e ironici, a volte tristi, il tutto ambientato tra un piccolissimo paesino Aspromontano e la cittadina dell’Emilia Romagna in cui risiedo dal marzo del 2000, nel tentativo di confrontare, attraverso il passare del tempo e il cambiamento di scenario e di modo di vivere, i due contesti , così diversi, sia dal punto di vista paesaggistico e culturale sia per il modo di rapportarsi tra persone.
Mi fu a fianco in quel lavoro mia moglie che, insieme ad un’amica, illustrò il mio scritto con disegni a matita.
Finito il libro, l’unico editore che contattai direttamente e a cui portai il manoscritto fu la Casa Editrice ‘La Mandragora’, che ha sede a Imola.
Dopo qualche mese l’editore mi contattò telefonicamente, dicendomi di passare da lui appena potevo. Fissammo così un appuntamento e ci trovammo qualche giorno dopo. Mi disse che il libro gli era piaciuto e che era disposto a pubblicarlo, ma con una mia compartecipazione alle spese.
Per un esordiente che fino a qualche mese prima non avrebbe mai creduto di poter realizzare una cosa simile, trovarsi ad affrontare un mondo assolutamente sconosciuto, del quale sapeva sì della sua esistenza ma null’altro, fu un’esperienza assolutamente affascinante. Fu un alternare continuo e repentino di soddisfazioni, emozioni e difficoltà legate all’ingresso nel mondo della letteratura, soprattutto per chi, come me, ci arriva per caso, senza nessuna volontà o presunzione di essere un genio. Però, come dire, l’appetito vien mangiando! Troppo affascinante la sfida, troppa tenacia da parte mia nel cogliere la sfida, con irriverenza, direi! L’editore mi diede dei consigli su come migliorare il testo ed io, presa nota dei suoi suggerimenti, intervenni e lo sistemai. Ma c’erano davvero poche cose da sistemare. Una volta completata la stesura definitiva, ripassai da lui e gli portai il tutto, stavolta su cd.
Dal quel momento, marzo dello scorso anno, passarono tre mesi prima dell’ uscita del libro: è stato davvero come un sogno che si materializza, avere il mio libro tra le mani.
Insomma, una storia a lieto fine, la mia.
L’unica cosa che mi ha dato qualche problema è stata la distribuzione, dato che la casa editrice che ha stampato il mio libro punta soprattutto sulla vendita on line, più che sulla distribuzione del cartaceo in libreria, ma sto contattando qualche agenzia per allargare un po’ il raggio di distribuzione, anche perché il libro, nella sua semplicità , è piaciuto davvero molto. In questi giorni, intanto, sto finendo di scrivere il mio terzo lavoro, mentre il secondo l’ho completato a settembre dello scorso anno ed ha ricevuto un buon riscontro da parte di tanti editori a cui l’ho sottoposto, con diverse proposte di pubblicazione di cui una assolutamente lusinghiera. Se son rose….

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La poesia preferita

Questa di Giacomo Busoni è la poesia che mi piace di più in assoluto.

Avrei voluto esserne io l’Autore, ma l’importante è che qualcuno l’abbia scritta, perchè è davvero bella!

La riflessione di un giorno,
ricordi stupendi, momenti indimenticabili
e periodi grigi
tra incomprensioni e delusioni

risate e parole maliziose
affettuosi abbracci e ingenui baci
pensieri sbagliati, frasi non dette
serate spensierate e improvvisi litigi
il rispetto indispensabile e la fiducia tradita.

Persone che compaiono nella tua vita
alcune passano e se ne vanno dopo poco,
altre rimangono
ti colpiscono,ti fanno stare bene
o non ti comprendono
e il rapporto non si instaura;
le vedi lontane da te.
C’è chi ti toglie qualcosa, chi ti fa cambiare
o chi ti accetta così come sei e ti arricchisce.

Il tempo non si ferma,
le cose cambiano
molte volte senza un preciso motivo
e qualcosa si può perdere,
ma quel sentimento, l’amicizia,
è un bene
di cui è indispensabile non privarsi.
E’ ciò che unisce gli uomini,
può portare gioia, tristezza
può cambiare, finire o durare per sempre
e raramente è profonda,
ma spesso può aiutare a trovare la forza,
il coraggio di andare avanti
anche quando la vita ti volta le spalle….

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…nuova, importantissima avventura.

27 marzo 2006

Oggi è stata una giornata importante per me e per chi mi sta seguendo e supportando (potrei dire sopportando) in questa avventura così affascinante. Infatti ho appena apposto la mia firma su un contratto di edizione per il mio secondo libro. Sono molto felice di questo, perché oltre a darmi la certezza che l’avventura continua, mi lusinga per la serietà e la gentilezza che mi viene riservata da questa nuova Casa Editrice, la ‘Edizioni il Filo’, che ha come Presidente Onorario nientedimeno che Alda Merini e che può vantare una distribuzione su scala nazionale, avvalendosi, in questo importantissimo aspetto del progetto editoriale, addirittura della distribuzione di una Casa Editrice come il Gruppo Mursia. Questo, data l’importanza della Casa Editrice che mi ha proposto il contratto di Edizione, è un grosso riconoscimento per me che sono uno scrittore che si è affacciato da poco nel difficile ed affascinante mondo della Cultura. Grande, dunque, è la soddisfazione per questo importante riconoscimento del mio lavoro, che mi riempie di orgoglio per tanti, svariati motivi. Quello che mi ha colpito di più di tutta la vicenda sono stati i commenti degli autori esordienti sulla loro avventura con questa Casa Editrice. Io ho avuto modo di constatare in prima persona le mille difficoltà che un autore esordiente incontra all’inizio della sua avventura e quindi mi ha fatto estremamente piacere leggere quei commenti che vertevano tutti su un aspetto che io ritengo importantissimo, cioè il non abbandono post pubblicazione dell’autore da parte dell’Editore; tutti hanno descritto con entusiasmo il rapporto di amicizia che si instaurava tra i collaboratori della Casa Editrice ‘Il filo’ e gli autori, rapporto che proseguiva lungo tutto l’arco dell’avventura della pubblicazione del libro. Questo mi dà la certezza che anche io sarò seguito e aiutato nella mia esperienza e, pur non essendo io un debuttante in assoluto, avendo già pubblicato un libro con la piccola Casa Editrice ‘La Mandragora’ , sento davvero di aver bisogno di un supporto serio e continuo da parte dell’Editore.
In questi giorni sto finendo di scrivere il mio terzo lavoro e questo importante contratto di edizione mi dà una massiccia dose di ottimismo, entusiasmo e fiducia per andare avanti.

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Aneddoto

Vi vorrei raccontare un piccolo aneddoto che riguarda il mio primo libro ‘Aspre e calde montagne, dolci e fredde pianure’.
Se tornassi indietro gli cambierei il titolo, lo intitolerei “Il libro che non leggerò�.
Infatti ogni volta che provo a leggerlo mi emoziono subito e non riesco ad andare avanti, oltre le prime pagine. Credo che se avrò la possibilità di stamparne una nuova edizione le darò proprio quel titolo.
Quando lo ebbi completato avevo ancora voglia di scrivere, ma quel testo, in cui racconto la mia storia ma non solo, mi era costato moltissime energie e tanta emozione. Così decisi di scriverne uno umoristico, del quale ho scritto nell’articolo “…una nuova, importantissima avventura.�
Mi sono divertito moltissimo a scriverlo e credo che potrebbe avere un buon successo.
All’inizio l’avevo intitolato ‘Gli Sfiganauti’, ma poi, in concerto con la Casa Editrice che lo pubblicherà , abbiamo optato per un altro titolo e dunque si intitolerà : ‘INTERNEIDE. Fantanalisi di uno strano viaggio nel tempo’
Il primo sta dandomi grosse soddisfazioni, soprattutto di critica. Ciò che mi ha spinto a scriverlo è la constatazione di un mondo che scompare coi nostri anziani, che purtroppo, per via della loro scarsa alfabetizzazione, non hanno avuto modo di scrivere le loro storie, mai banali nella loro semplicità .. Per noi, la perdita di una persona che ha fatto in qualche misura la storia del nostro piccolo paesino equivale ad un iceberg che si stacca dai ghiacciai del polo nord, con tutto ciò che ne consegue.
Sono molto felice di questo mio libro e di ciò che tramite lui sono riuscito a trasmettere, soprattutto a lettori del nord.

Pietro

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Ritorno al paesino

Bello percorrere l’Italia in primavera! Il viaggio di 1100 KM ti scivola via veloce, senza stancarti, perchè l’ansia di arrivare a destinazione non ti fa stancare, come se la carica che hai quando ti metti in viaggio sia sempre maggiore dell’energia che ti serve per guidare per oltre 1000 KM. Poi arrivi, solito rituale dei saluti, bambini che ancora corrono ad abbracciarti, persone che ti soffermi a guardare un attimo più del solito, perchè le trovi sempre bruscamente cambiate, spesso migliorate, altre volte invecchiate dopo neppure un anno dall’ultima volta che le hai viste. Poi sistemi le valige e ti accorgi che già ti manca qualcosa, un minimo di stress, un impegno impellente, un qualcosa che ti faccia rimanere attaccato alla realtà e che ti strappi subito da quel posto piccolo che sembra avere confini che ti stanno troppo stretti, troppo addosso.. E così hai voglia di ripartire, ritrovando un po’ di velocità , girando in macchina ed ampliando quei confini che ti appaiono sempre più angusti. Il tempo di riposare, qualche dormita insolita e poi ti ricordi che qualcosa da fare ci sarebbe. Ma arriva poi la festa, Pasqua, che si sforza di mantenere il suo fascino, ma i vestiti che seguono la Madonna e Gesù Cristo sono diversi. Pochissime le donne anziane che scandivano canzoni stonate, rese comunque familiari dalla loro capacità di cantarle in italiano come fossero però cantate nel nostro particolarissimo dialetto. Anche quelli che portano i santi sulla loro ‘vara’ sono diversi: quest’anno sembrava che la Madonna non riuscisse a passare dai violetti del paese, per quanto era tenuta in alto dai nostri giovani, mentre fino a qualche anno fa eravamo costretti a selezionarci perché non fossimo troppo diversi in altezza, rischiando così di portare i santi facendoli barcollare o pendere da una parte o dall’altra. Poca la gente al seguito, ma in quelle occasioni noti davvero che ‘gli zii diventano nonni’ e i nonni non li vedi purtroppo più. Passate le feste, dopo esserti riposato, ti accorgi che anche il tempo per fare ciò che dovresti è volato via. Così ti arrabbi per non aver combinato nulla e non vedi l’ora di ripartire, magari anticipando di qualche giorno, per poi dire che non hai ancora una volta combinato nulla perchè non ne hai avuto il tempo. Ma il viaggio del ritorno è sempre più silenzioso, con qualche sosta in più; man mano che sali sembra che la fretta di rientrare aumenti ed è proprio così, ma hai la scusa per non ammetterlo, perchè è l’autostrada che migliora e che ti consente di tornare sempre più velocemente, man mano che sali verso nord. Non vivi tutto ciò che sai che offrono quei confini tanto magnanimi, ma ti basta sapere che ci sono e ogni tanto se ti viene voglia di uscire, sai che avrai più spazio, ma forse anche meno occhi puntati addosso, meno attenzioni su di te di persone che ti scrutano per il bisogno di vedere che anche tu sei cambiato. Sempre i soliti due contesti diametralmente opposti, che sfociano ogni tanto nel detto ‘tutto il mondo è paese’ per spiegare qualche curiosità , qualche aneddoto che sembrava non dovesse esistere affatto. E poi si arriva, si svuota la cassetta della posta, la casella e mail e ci si rituffa nel nei nuovi e più magnanimi confini, cercando di ritrovare quella carica che ti servirà per il prossimo viaggio, cosciente di doverlo fare, per quanto sempre uguale Â

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Incontro di primavera

11 maggio 2006

Stasera, nell’accogliente locale de “l’altro caffè’� di Imola, ho avuto modo di presentare il libro.
La serata, intitolata ‘Incontri di primavera’, prevedeva un incontro a tre: io e altri due scrittori. Devo ammettere che è stata una serata molto piacevole che mi ha dato modo di parlare di tante cose e di rispondere alle domande di un giornalista di ‘Sabato Sera’, settimanale diffusissimo qui a Imola e in tutto il circondario.
Bello incrociare esperienze con altri scrittori più esperti di me, rispondere alle domande del pubblico, raccontare del libro che uscirà a giorni, di quello che sto scrivendo adesso, della favola per bambini che vorrei provare a scrivere per conquistare due piccoli lettori (magari non solo loro due…) e tanti altri aneddoti. Sono naturalmente emerse delle differenze nel perché si scrive e che cosa rappresenta per ognuno scrivere. Per me è avere la possibilità di esprimermi con la fantasia, con parole e riflessioni che altrimenti non mi sarebbe possibile fare né in un discorso normale né in una serata come questa .
Confermo che il mio libro avrebbe meritato un altro titolo. Avrei dovuto intitolarlo davvero ‘Il libro che non leggerò’: non sono riuscito a leggere più di tre, quattro righe, poi ho chiesto scusa ed ho smesso perché mi ero già emozionato.
Il tempo è sempre molto poco in questi incontri, per noi che abbiamo la vocazione di raccontarci e raccontare, e infatti ora ho in mente tante altre cose che avrei potuto dire e che non ho detto per motivi di tempo. Ci saranno altre occasioni, magari dopo l’imminente pubblicazione di “ INTERNEIDE. Fantanalisi di uno strano viaggio nel tempo�.
Questa presentazione, credo, si farà a Roma e, pur pensando che emozionarsi dopo neppure dieci righi del proprio libro è una sensazione che auguro a tutti, credo che non mi dispiacerà poter leggere dei brani da INTERNEIDE divertendomi invece che farmi venire il magone.

Alla prossima

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Ultimi giorni di attesa

Pochi giorni mi separano dall’uscita di INTERNEIDE e l’emozione cresce.
L’avrò letto una ventina di volte, ma aspetto di leggerlo ancora, stavolta non su word o su fogli A4 normali, ma stampato e con la copertina, l’indice e tutto il resto.
E‘ un’emozione grande e assolutamente unica e particolare. L’ansia è ormai più fitta della nebbia in Val Padana, ma nonostante tutto sono già proiettato sui passaggi successivi: presentazioni, interviste, recensioni, concorsi.
Devo ammettere che la “Il Filo Edizioni�, importante Casa Editrice che sta per pubblicare il mio libro, mi fa sentire molto importante e mi ispira fiducia, derivata dalla loro organizzazione impeccabile, scandita da passaggi precisi, portati avanti con idee chiarissime e con professionalità che non preclude la reciproca, indispensabile collaborazione totale.
INTERNEIDE è un libro su cui punto moltissimo, forse perché mi piace molto, dato che scrivendolo mi sono divertito: sentivo che quel modo di esprimermi era davvero il mio modo di esprimermi, un modo che predilige l’assoluta mancanza di schemi e che ci mette dentro realtà , virtualità e fantasia, interscambiandole a proprio piacimento.
Sento di avere una grande occasione per prendermi delle soddisfazioni che io stesso mai avrei immaginato. Per ingannare l’attesa, mi sono buttato a capofitto nella sistemazione degli ultimi dettagli del prossimo racconto che ho già finito di scrivere e al quale ho dato questo titolo:
“Tra sogni e conformismi�. Solo concentrandomi sulla prossima scommessa, riesco a far finta di non pensare a quella, solo in parte, già realizzata.

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Eccolo qui!

Finalmente è arrivato a far compagnia ad Aspre…che era troppo solo, quasi timido, nella sua paginetta sul sito:

http://www.pietracappa.it/interest.htm

Dropped in: Miei scritti around 21:47

Invito

Si sta avvicinando il momento della presentazione ufficiale di INTERNEIDE. Non posso nascondere una certa emozione, ma c’è poco tempo e bisogna organizzarsi e invitare un po’ di gente. Invito, naturalmente, chiunque voglia venire e dunque metto qui l’invito per tutti quanti.

Dropped in: Miei scritti around 09:16
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