Articolo interessante

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L’articolo che riporto di seguito, lo trovo molto attinente al tema di INTERNEIDE.
La differenza è che, mentre questo articolo mette in guardia dal pericolo della sindrome da nickname, io ho cercato di descriverla attraverso l’ironia.
Nel libro però non sono gli adolescenti i protagonisti, ma gli adulti di ogni estrazione sociale e di ogni età .
Sono sempre più convinto che INTERNEIDE sia un invito a ridere per non piangere!

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Avviso ai (giovani) naviganti: attenti al nickname

TORINO – Un nuovo insidioso virus si diffonde via web. È la “Sindrome da Nickname”: agisce silenziosa lasciando intatti programmi e file e attaccando direttamente gli utenti. Da noi c’è già più di un milione e mezzo di “malati”. Quelli che per chattare devono costruirsi un’identità virtuale.La scelta di un nickname (soprannome, ndr) è infatti il modo principale per gestire la propria identità online e rappresenta la “pelle telematica” degli internauti, il loro modo di comunicare. Può essere frutto dell’estro e della fantasia. Ma, a volte, anche dei sogni. Su Internet chiunque può spacciarsi per quello che non è o per quello che vorrebbe essere. A denunciare la portata del “fenomeno nickname” è stato il “Centro Lisa” di Carmagnola (Torino), una struttura sanitaria multi-disciplinare che lavora nei settori della sanità e della formazione. Secondo il Centro, ogni mese ci sono 6 milioni e 500mila utenti della rete e il 24,1% di questi frequenta abitualmente una chat: si tratta quindi di circa un milione e mezzo di persone, per lo più giovani di 15-19 anni (fonte Istat 2005). La maggior parte dei “naviganti” (45%) sceglie uno pseudonimo che rispecchia le proprie caratteristiche reali ma c’è anche chi usa semplicemente il nome di battesimo (8%). Per raffigurarsi online c’è poi un altro modo: creare un alter ego tridimensionale, con un carattere, una personalità e una reputazione “internettara”. Questi nickname tridimensionali sono rischiosi per i soggetti più deboli che, dicono gli esperti, sono già “portati a cercare protezione in scenari spesso immaginari”. In particolare la “Sindrome da Nickname” insidia gli adolescenti che, oltre a essere in una fase delicata della vita, sono anche i più esposti al fenomeno: una ricerca Eurisko dice che il 66% degli italiani tra i 10 e i 14 anni chiacchiera ogni giorno via web per almeno un’ora. Agi

http://city.corriere.it/news/articolo.php?tipo=tutte&id=18746